Il giardino
si è arricchito di altre due opere sonore (di Andrea Dami),
grazie all’Associazione culturale Oleum e a Giancarlo Masci,
“amico dell’arte”, anche se molti preferiscono
l’arte del passato, sia perché ereditata e quindi il suo
costo riguarda solamente la manutenzione (e alcune volte neppure il
necessario restauro) sia perché, grazie al semplice (ma falso)
messaggio che le opere dei secoli scorsi siano di facile comprensione,
il biglietto diventa sicura fonte di guadagno. Mentre l’arte
contemporanea che dovrebbe essere stimolatrice, provocatrice, insomma
utile alla riflessione e alla discussione (come quella del passato, che
nel suo secolo era contemporanea), richiede lavoro e investimenti per
cui, per non rischiare, è meglio nascondersi dietro il paravento
della non facile lettura dell’opera, della sua semplicità
esecutiva o della possibile precarietà a causa dell’uso di
materiali ritenuti poveri, ecc., favorendo così, ancora una
volta, un falso messaggio.
Rodolfo Lettera e Andrea Dami
Ho detto: «Non
parlerò delle farfalle che vedete sulle mie opere perché
la farfalla racchiude numerosi significati, ad esempio è
sinonimo di buona salute dell’ambiente in cui viviamo; non
citerò neppure Lorenz e la sua teoria del caos e la sua
farfalla; non parlerò neppure di Dante che ci ricorda la
metamorfosi di questo lepidottero, la sua rinascita da bruco a
farfalla, ma di un’altra metamorfosi, quella dell’uva che,
grazie al lavoro sapiente dell’uomo, si trasforma da frutto in un
succo divino. Infatti la prima opera (di quest’anno) in questo
parco è Vibrazioni, situata all’ingresso tra i filari
dell’uva; se toccata crea “vibrazioni sonore” per
ricordare la vendemmia e la fatica che questa comporta.
Vibrazioni

Vibrazioni (particolare)

Una
farfalla bianca si è posata su una bottiglia di vino per
sottolineare la trasformazione avvenuta: è un rosso umbria della
Fattoria Di Filippo.

La seconda scultura, o
meglio archiscultura perché è abitabile, è Tra
terra e cielo e rappresenta un luogo sacro, di meditazione. Qui
possiamo sederci e provocare il suono di uno dei quattro tam-tam
situati sulle quattro porte, le quattro direzioni, Nord-Sud, Est-Ovest.
Tam che ci obbligano a chinarci per entrare: un gesto di umiltà.

Tra terra e cielo (particolare)

Tra terra e cielo
Tra le due si trova
l’opera: Nei verdi prati la voce di una fontana d’acqua
limpida, fluida… (ora è la terza, ma installata nel 2009
insieme alle opere “farfalle rosse” e “l’ala
dell’angelo”, per l’evento Incontri). È un
recinto circolare, dove si può entrare e isolarsi dal paesaggio
circostante, vedendolo in modo diverso, per riflettere, anche solo per
un attimo. Il suono delle lamelle ci potrà guidare; il ritmo lo
stabilirà la brezza, o il vento, o la bonaccia.

Nei verdi prati la voce di una
fontana d’acqua limpida, fluida… (particolare)
All’inizio del bosco
c’è la quarta: Il silenzio delle farfalle rosse, farfalle
che danno origine ad un quadrato. Questo è un altro segno a me
caro, che uso spesso nei miei lavori e che vuole ricordare il perimetro
dell’antica città: penso al mondo greco in cui è
iniziata la democrazia, ma anche alla civiltà etrusca che ci
appartiene e che converrebbe rileggere.
Anche questa terra è ricca di testimonianze di questo antico
popolo, dall’Ipogeo dei Volumi al sistema viario che ci riporta
al mondo romano, infatti a pochi chilometri da qui si possono ancora
vedere i resti di un ponte romano.

Il silenzio delle farfalle rosse
L’ultima opera (la
quinta): L’ala dell’angelo, situata nel bosco, è
quasi un reperto architettonico, forse una torre, forse è la
“casa” dell’angelo di michelucciana memoria, forse un
pilastro di una nuova costruzione… se toccata, vibrerà,
parlerà, canterà per voi …

L’ala dell’angelo
(particolare)
Grazie a tutti gli
intervenuti e a Giancarlo dico: «Non perdere la speranza e il
sorriso, non sei solo, gli artisti esistono ancora».
A questo punto il percussionista Rodolfo Lettera ha preso le bacchette
e ha dato vita alla sua performance, al suo concerto, per tutti noi.



Gualdo Cattaneo, ore 17, 2 ottobre 2010