Segni
di croce sono molto di più di due semirette che si incrociano
ortogonalmente originando così un centro; se posti in
orizzontale, i quattro bracci ottenuti indicano possibili direzioni:
quattro strade, quattro punti cardinali; se ai segni ottenuti si
sostituiscono pali di legno, ponendone uno verticalmente e ben piantato
nel terreno, abbiamo un antico strumento di pena, di condanna a morte,
dove fu inchiodato anche Gesù, divenendo così simbolo
della sua passione e oggetto di culto per i cristiani. Con questa
croce, con o senza l’immagine di Gesù crocifisso, da
più di duemila anni moltissimi artisti si sono confrontati,
usando le più svariate tecniche espressive.
Questo antico segno di passione mi porta a ricordare l’artista
Jorio Vivarelli, non perché ha lavorato molto su questo tema, ma
perché fu proprio il suo Cristo scolpito nel legno, che vidi
nella chiesa pistoiese della Vergine (dell’arch. Michelucci), che
mi impressionò per la forza fisica che l’artista aveva
messo in quell’uomo crocefisso e che andava oltre il semplice
tentativo di liberarsi da quell’orribile patibolo. In quel Cristo
c’era anche tutta l’esperienza vissuta dallo stesso
Vivarelli in un campo di prigionia, dove fu deportato durante la
seconda guerra mondiale, che si è concretizzata in quella
tensione muscolare tesa a liberare l’uomo dalle ingiustizie
quotidiane.
Segno (cm 70 x 100 - collage di plastiche adesive)
I miei segni cruciformi (a Montale), ottenuti con plastiche adesive,
sono volutamente dei lavori bidimensionali, come un contrappunto a
quelli tridimensionali di Jorio e vogliono essere un omaggio sia allo
scultore Vivarelli, amico e maestro durante le lezioni alla Scuola
d’Arte Policarpo Petrocchi di Pistoia, sia al dolore di tutti
quelli che hanno sofferto e perduto il diritto alla vita per mano dei
prepotenti, dei dittatori.
Croci per riflettere, attraverso il loro significato simbolico, sulla
follia degli uomini e le “farfalle”, nei punti lasciati dai
chiodi, sono l’elemento positivo, di speranza, insomma sinonimi
di rinascita.
Segni di croce (collage di plastiche adesive)
Segno (ferro)
Segni di croce (collage di plastiche adesive)
Segno (ferro)
Segni di croce e Segno (collage
di plastiche adesive e carte colorate)
In mostra anche “Segni di paesaggio” e “Ombre”,
perché il mio sguardo è attratto dalle linee di luce e di
ombre che esso ci propone, o che casualmente l’uomo ha tracciato
su di esso; li ho voluti fermare sulla carta sensibile, grazie a tempi
d’esposizione di pochissimi secondi che la tecnologia da un
secolo ci offre. Seguono alcuni “Ritratti” per ricordare
ancora l’amico Jorio, al quale piaceva fermare nella pietra,
nella creta, nel gesso poi trasformato in bronzo, le linee dei volti di
amici, come di uomini incontrati casualmente, anche soltanto per un
attimo, e anch’io ho voluto fermare, ovviamente con un altro
mezzo espressivo, volti di amici.
Ritratti (fotografie)
Erano esposti anche due bozzetti: “Farfalla” (ottone) e
“Le quattro farfalle” (legno e polistirolo) e due sculture
di ferro: “Trittico” e “La farfalla Liù e il
fiore” (nel giardino, davanti alla villa), per amore del lavoro
tridimensionale e per ricordare sia il lavoro di Vivarelli compiuto per
la realizzazione di monumenti più o meno importanti, sia per
riportare l’attenzione sull’opera che l’amico Jorio
ci ha lasciato e che dobbiamo custodire con amore per onorare il suo
impegno di uomo e d’artista.
Quattro
farfalle bianche (collage), Farfalla (ottone), Farfalla (proposta di
grande scultura per una rotonda stradale), Le quattro farfalle
(bozzetto di legno e polistirolo per grande scultura)
La farfalla Liù e il fiore
(ferro, ottone e acciaio inox - particolare)
La farfalla Liù e il fiore
Momento
dell’inaugurazione (Sindaco David Scatragli)
Pubblico
Alcuni visitatori
Andrea, Emanuele e Luigi
Castello Villa Smilea