Liù, mon amour

 Fiori, suoni ...

Pistoia è conosciuta per il pulpito di Giovanni Pisano, il fregio robbiano dell’Ospedale del Ceppo, le chiese romaniche, perché ha dato i natali a Marino Marini, a Fernando Melani, a Giovanni Michelucci, ma anche per una meravigliosa produzione di piante. Piante che continuano ad abbellire i giardini di tutto il mondo.

 Liù è volata dal mare per riposarsi un attimo nel vivaio-giardino Mati, in un meraviglioso pomeriggio di sole, tra i regolari filari di piante ad alto fusto, alberi dai colori tenui, altri rossi, magnolie gigantesche, due vitelli che lentamente ruminano e ancora alberi di tutte le misure che circondano l’edificio che gentilmente i fratelli Mati hanno preparato per l’occasione: il concerto “Drums in motion” dei percussionisti Marcello Magliocchi e Vincenzo Mazzone.
Il vivaio è un luogo inconsueto per un appuntamento musicale. Il vivaio è un luogo di lavoro, dove uomini con le loro vanghe rincalzano le piante, altri con le gru dei trattori le trasportano lungo i viali, ma è anche un luogo dove la natura, accudita dall’esperienza dei pistoiesi, è rigogliosa, è piena di vita come vive sono le piante. Quindi la musica, come espressione non verbale dei sentimenti umani, diventa una leggera brezza che si propaga tra le chiome sempre verdi e diventa un nuovo profumo che si fonde con quello della terra, segnata dalle impronte delle grosse ruote delle macchine operatrici.
Un edificio che il giorno prima era pieno di vasi, fertilizzanti, carrelli, è diventato teatro. Ora le aste lucenti sorreggono piatti della UFIP, ditta artigiana pistoiese specializzata negli strumenti a percussione, grandi e piccoli tamburi, rullanti, campane a lastra, tam.tam, piattini, e mille altre diavolerie utili alla performance dei due musicisti Magliocchi e Mazzone. Intorno il silenzio. Il verde qui ci protegge dal consueto rumore monotono delle auto incandescenti che ,come un lungo treno, scorrono sul nero nastro d’asfalto dell’autostrada, verso il mare. In questo momento di riflessione ecco che scaturiscono note musicali: note a colori ci dice il suo autore, il maestro Emanuele Nistri, che sono la rivisitazione e l'elaborazione con ritmiche elettroniche di alcune delle più famose arie di Puccini che hanno come risultato di situare le stesse in un’atmosfera emozionale molto particolare. Con il brano non ho alterato le melodie e le armonie di Puccini, ma le ho usate come segni che sono poi stati rivestiti dei colori timbrici messi a disposizione dall’infinita tavolozza che la musica elettronica mette a disposizione. "Puccini: note a colori" è il tentativo di proiettare le immortali note di Giacomo Puccini in un presente che guarda al domani attraverso un processo di contaminazione da cui la musica contemporanea non può e non deve prescindere.
L’inaspettata musica pucciniana aleggia ancora tra le pareti dell’edificio rurale, mescolandosi al profumo di questa terra che ha visto personaggi burloni, dall’umorismo forte, dalla battuta pronta, per cui non si poteva non ricordare Renato Fucini, amico di Giacomo Puccini.
Luigi Tronci, toscano d.o.c. è diventato Tanfucio e… ora è li che pesca…
Tóccano? Dice il viandante. Non gran cosa, stamattina, risponde il pescatore. L’acque son troppo torbe e il pesce non vede. Ma spero di piglià quarch’ anguillina… N’avete presi punti?... chiede ancora il viandante. Una reina. Tre mesi faBèr tócco che mi diede! Creda mi paventai… Peccato! e se n’andiede…

 Dice Marcello Magliocchi, guardando i piatti musicali, oggi usiamo le stesse fusioni di metalli che Puccini ebbe a disposizione nel suo tempo… godiamo dello stesso sole di cui lui ebbe esperienza, di un dolce vento che ispirerà per noi, qui adesso, le improvvisazioni che uniranno nello spazio-tempo noi a lui.
Le bacchette toccano i metalli e la coppia Magliocchi - Mazzone produce, seguendo il filo dell’emozione, percorsi nuovi da seguire con suoni cari a Puccini.
La ricerca timbrica di “Drums in motion” è stata approfondita ed i materiali usati hanno arricchito l'esecuzione di suoni percussivamente non convenzionali, ma di grande fascino evocativo, inoltre le strutture ritmiche molto complesse hanno messo in luce il virtuosismo dei due esecutori. Molto interessante la tecnica di improvvisare strutture ritmico/timbriche su basi ritmiche convenzionali, che hanno trascinato il pubblico in un universo sonoro non usuale riuscendo a rapirne l'attenzione senza nessun tipo di calo di tensione.

Il suono è l’anima, lo spirito, l’esaltazione, la fragilità, la potenza, la pazzia, la poesia di chi la produce, ha aggiunto Mazzone, che ha richiamato l’attenzione di Tanfucio-Tronci, che guardando la terra…
Io so da buona fonte, che il Creatore, dopo aver fatto i vermi e il firmamento, si decise a far l’uomo in un momento di malumore. Ma quando l’ebbe fatto, e, bello vivo, almanaccar lo vide, disse fra sé, ballando come un matto: - Mondo birbone, almeno ora si ride! -

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