Liù, mon amour

        Da Giacomo Puccini a Niccolò Puccini, il filantropo pistoiese

Puccini da Puccini nel cortile dell’ex Conservatorio degli Orfani: il Conversini, oggi fortunatamente sede della Scuola Media Marconi-Frank. Una continuità educativa e didattica, importante ieri come oggi e sono stati proprio i giovani ragazzi delle classi 3° A e 3° B con i loro flauti dolci, guidati dalla loro insegnate di musica, ad accogliere gli intervenuti all’inaugurazione di due sculture collocate a completamento della parete di fondo del cortile, tra i busti di Godemini, primo proprietario del palazzo e il filantropo Niccolò Puccini.
Gli onori di casa sono stati fatti dal Presidente degli Istituti Raggruppati Giancarlo Niccolai, che con questa iniziativa Liù, mon amour, del Gruppo 4 marzo e degli Amici di Groppoli, ha tagliato il virtuale nastro tricolore dei cento anni “per la comunità”, come è riportato sul logo degli Istituti Raggruppati.
Numerose saranno le manifestazioni previste, ha detto il vicepresidente Andrea Ottanelli, per ricordare il loro Istituto e alcune si terranno proprio in questo cortile del palazzo Conversini-Puccini.

L’Assessore alla Pubblica Istruzione Moroni ha ricordato l’importanza della scuola e dell’istruzione per i nostri ragazzi; questa iniziativa che porta delle opere d’arte contemporanee all’interno di un edificio scolastico è importante nel loro processo educativo. E aggiunge che è necessario portare il contemporaneo, inteso anche come espressione colta, artistica in questo caso, vicino ai giovani perché questi possano toccare con mano le espressioni che appartengono al loro tempo, che domani entreranno nelle pagine dei loro libri di studio.

I due artisti: Roberto Agnoletti e Andrea Dami, che insieme ad altri venti colleghi hanno dato vita a Liù, mom amour, hanno illustrato al pubblico intervenuto le loro opere.

Agnoletti ha voluto rendere omaggio ad un elemento fondamentale dell’architettura, dalla sua origine ad oggi: la colonna. L’albero con la sua forma cilindrica ha dato origine a questo elemento architettonico che troviamo lungo tutto l’arco della nostra storia e che non ha ancora terminato la sua funzione portante e decorativa. Il mio albero-colonna, ha detto Agnoletti, è suddiviso in otto parti uguali, per ricordare una scala di riferimento, un’ unità di misura, una scala metrica, quella che anche Le Corbusier, uno dei grandi architetti del ‘900, ha ripreso e studiato. Un lavoro fatto di legno e di ferro, pensando anche al pistoiese Puccini, al periodo storico da lui percorso, agli edifici che ha lasciato alla città di Pistoia.

R. Agnoletti

Dami, pensando al periodo storico, all’architettura eclettica già sottolineata da Agnoletti,ha voluto evocare nel suo lavoro, il cui titolo è: Elemento architettonico sonante, un elemento decorativo, la lesena, con un materiale non murario: il ferro. Il ferro perché iniziò una nuova età del ferro, dell’acciaio, come ha avuto modo di dire Le Corbusier. Una scultura che vuol ricordarci un arco di tempo che parte dal Razionalismo settecentesco, passa dagli ornamenti ottocenteschi, senza dimenticare l’importante revival Gotico e arriva alla nascente età della macchina. Oggi è la macchina che regola la nostra vita e ci rende inconsapevoli prigionieri. Ecco, dice Dami, la mia lesena di metallo, con le sue decorazione fatte di campane tubolari, di suono. Il suono è l’omaggio al grande toscano Giacomo Puccini. La lesena è l’elemento architettonico caratteristico negli edifici del periodo storico vissuto da Niccolò Puccini.
La scultura termina con riferimenti naturalistici, insomma ci ricorda l’importanza della natura, del legame che ha avuto e continua ad avere tra ciclo lunare e attività agricola. Ho accettato volentieri, sottolinea l’artista, di partecipare a questa iniziativa degli Istituti Raggruppati perché mi ha permesso di rendere omaggio anche al grande Niccolò Puccini, un uomo la cui vita è poco conosciuta, come l’importanza che ha avuto per la città di Pistoia, la sua attività intellettuale e infine perché ha sempre difeso il lavoro degli artisti.

A. Dami

 

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