Liù, mon amour

 Le eroine di Puccini



Nel cassero del Castello Aghinolfi-Giorgini, a Montignoso, due soprano hanno dato voce alle donne di Giacomo Puccini, quelle delle sue opere liriche.
Il tenore Montalvo Bellari, presidente del Club dei 12 - un gruppo di dodici amici che amano la musica pucciniana, dodici come le opere del maestro lucchese, che si sono uniti non per commemorare ma per avvicinare le persone alla musica operistica e soprattutto per presentare nuove voci, nuovi cantanti lirici - ha presentato al numeroso pubblico le due giovani soprano: Chiara Manese e Veronica Senserini che si sono alternate nell’interpretazione dei vari personaggi, accompagnate al pianoforte dal maestro Daniele Biagini.

La scenografia naturale era perfetta: i monti delle Apuane, la grande torre che domina l’antico spazio del cassero illuminato per l’occasione, l’antica chiesetta, i percorsi; sotto le mura del camminamento, il territorio cosparso di luci che si spengevano nel luccicante mare. Improvvisamente i coni colorati delle luci puntate sul palco hanno creato l’atmosfera necessaria per presentare la prima donna: Magda de Civry, o eroina come dice Bellari, dell’opera in tre atti: La Rondine, libretto di Adami , ambientata tra Parigi e la Costa Azzurra; Floria Tosca è l’altra donna dell’opera omonima, in tre atti, su libretto di Illica e Giacosa, che si svolge in una Roma ottocentesca mentre è in arrivo Napoleone; Mimì e Musetta le due eroine dell’opera La Bohème che si svolge in quattro atti, su libretto di Illica e Giacosa, ambientata nella Parigi del 1830, soggetto tratto da un romanzo di H. Murger; Madama Butterfly, la geisha dell’opera omonima in tre atti, su libretto di Illica e Giacosa, che si svolge in un’atmosfera esotica e Puccini inventa motivi e ritmi giapponesi; Lauretta, figlia di Gianni Schicchi, opera che trae spunto da un breve episodio della Divina Commedia (Inferno XXX) e si svolge nella Firenze del 1299; Giorgetta de Il Tabarro, libretto di Adami e Suor Angelica, che si svolge in un monastero verso la fine del XVII sec., su libretto di Forzano, come Gianni Schicchi, che fanno parte del Trittico; Minnie della Fanciulla del West, in tre atti, su libretto di Civinini e Zangarini tratto dal dramma di D. Belasco; Manon Lescaut, opera omonima in quattro atti che si svolge in Francia e in America nel XVIII; infine Turandot e la schiava Liù dell’opera fiabesca in tre atti: Turandot, su libretto di Adami e Simoni, tratta da una fiaba teatrale del 1762 di Gozzi.

 Gli applausi hanno concluso il concerto e Liù, mon amour, o forse un vento di fine primavera, ha accarezzato gli antichi sassi del castello che da millenni è a guardia della via Francigena, una delle tante strade che i pellegrini percorrevono per andare a Roma.


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