Luna piena, Luna nuova
sono le due opere per la mostra Luna e l’Altro a Certaldo,
caratterizzata dal sottotitolo: Ambiguità.
Luna e
l’Altro (che è anche il titolo del
libro edito per l’occasione da Morgana Edizioni) è
un progetto di Sandra Landi e Alessandra Borsetti Venier, dedicato alla
ricorrenza dei quarant’anni del primo allunaggio avvenuto il
20 luglio 1969.

Le
curatrici hanno invitato 50 autori a scrivere e 50 artisti a realizzare
un’opera ispirata alla “Luna” e a
“l’Altro”. Per il libro omonimo ho
realizzato il collage di carta: Farfalle di luna e due opere di grandi
dimensioni e di materiale plastico da esporre nel Palazzo Pretorio di
Certaldo: Luna piena e Luna nuova, per ricordare “la Luna,
simbolo antico e sempre nuovo del femminile”
nell’abbinamento con l’Altro, “che
richiama anche i rapporti fra uomini e donne, eterna questione di tutti
i tempi”, come hanno scritto Landi e Borsetti Venier.
La Luna piena e la Luna nuova sono due momenti importanti del nostro
satellite naturale che hanno guidato l’uomo nel suo percorso
di civilizzazione e di progresso, quest’ultimo testimoniato
dall’immagine di quell’inconfondibile impronta di
calzatura che l’uomo ha lasciato sul suo suolo. Nel 1902 la
fantasia di Georg Mélies l’aveva già
colpita con il suo astronave-proiettile (Voyage dans la lune),
accecandola; film riproposto durante la manifestazione di Firenze a
Palazzo Panciatichi. A proposito di “impronte”
l’artista Cristina Gozzini ha riproposto quel gesto storico
nel suo lavoro esposto nel Palazzo Pretorio a Certaldo, mentre
Alessandro Vezzosi (ha scritto sul libro Luna e l’Altro):
“ho amato più le finzioni di allunaggio che il
piede del primo astronauta e, anche se mi piacciono le impronte, avrei
preferito l’orma lieve e misteriosa di un tacco a spillo
ammiccante”.
“Luna e l’Altro è anche una
metafora che prospetta la salvaguardia della diversità
attraverso la sua conoscenza. Può essere l’arte,
che inventa e racconta fantasie e finzioni, uno strumento per aprire
dialoghi a volte non comunicanti tra la scienza e la vita reale che
tende invece a uniformare verso un mondo fasullo”? ci domanda
Alessandra Borsetti Venier.
“Eri la Luna, sorella, nei miei scarabocchi di bimba e lo sei
ancora” dice la poetessa Ruth Cárdenas Vettori e
anche per me è “sorella” da quando la
riempivo di segni arruffati, ed è per questo lontano ricordo
che ho voluto riempirla, ancora una volta, con segni. Non frettolosi
scarabocchi ma farfalle. Farfalle-speranza dentro quel disco per
proteggerlo dalle “impronte” dell’uomo
conquistatore, come ha scritto Sergio Staino (nel suo lavoro pubblicato
nel libro Luna e l’Altro): “Il 12 ottobre 1492 un
uomo di razza bianca pose il suo piede sulle terre
d’oltreoceano. Quarant’anni dopo le
città azteche erano rase al suolo da tempo e Atahualpa
prigioniero raccoglieva l’oro del Perù per il suo
assassino. Alla luna, per ora, è andata meglio”.
Per ricordare quel 20 luglio 1969 e come furono importanti i
preparativi per raggiungere l’obiettivo
“lunare”, anch’io voglio presentare il
lavoro fatto per arrivare alle mie Luna piena e Luna nuova.
















